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Trifoglio Alessandrino e Squarroso


Le cultivar trattate sono il Trifoglio Alessandrino e Squarroso. Vediamo meglio quali sono le principali differenze di interesse agrario tra le due specie:

Il trifoglio alessandrino (varietà principalmente trattate: alex, lilibeo) è una foraggera che si presta bene alla produzione di foraggi freschi, foraggi essiccati ed anche al pascolamento. Le piante non presentano una spiccata altezza (circa 30 cm), per cui la specie non produce ingenti moli di foraggio. Ha però il pregio di ricacciare rapidamente (in presenza di terreno sufficientemente umido) dopo lo sfalcio.

Il trifoglio squarroso invece si presta bene alla produzione di fieno, dato che presenta un'altezza relativamente elevata (circa 1 metro), lo stelo sottile e una buona fogliosità. Risulta appetibile e spesso consociato per la produzione di foraggi di qualità con altre essenze erbacee quali: sulla avorio, avena, veccia.

Le due specie vegetali (T. alessandrino e T. squarroso) sono comunque delle erbacee annuali; il genere Trifolium non risulta particolamente resistente al freddo e predilige i terreni argillosi; tuttavia si adatta a quasi ogni tipo di suolo, purché non sia eccessivamente soggetti a ristagni d'acqua. 
Preparazione del terreno.
La preparazione del terreno va fatta attraverso un semplice coltivatore idropneumatico o a molle nel periodo di Settembre-Ottobre, successivamente dopo una eventuale seconda coltivazione si può procedere alla semina con una seminatrice a righe o con spandiconcime. Risulta fondamentale non spingere troppo in profondità la semente, in quanto i semini potrebbero avere difficoltà ad emergere; per cui si consiglia, in caso di semina con spandiconcime, di effettuare una copertura con un semplice strigliatore o con un rullo dentato. La rullatura dopo due giorni dalla semina, in caso di mancanza di umidità nel terreno, è sempre consigliata per favorire le operazioni colturale successive.
La dose di semente per ettaro consigliata è di 30-40 Kg per ettaro in entrambi i casi se non consociati. Tale dose chiaramente viene rivista nel caso di consociazione con altre foraggere.
Il trifoglio, una volta piantato, cresce rapidamente in condizioni climatiche e favorevoli (2-15 giorni). Dopo circa 48 ore la pianta comincia a germogliare, presentando due piccoli lobi, ai quali se ne aggiunge un terzo in circa 5-6 giorni. Come molte altre leguminose, il trifoglio ospita fra le sue radici dei batteri simbionti capaci di fissare l'azoto atmosferico; viene utilizzato di conseguenza nel sistema di rotazione delle colture per migliorare la fertilità del suolo. Molte specie di trifoglio sono notevolmente ricche di proteine e vengono coltivate come foraggio per il bestiame.

Operazioni colturali successive
Nel caso in cui la destinazione produttiva sia il fieno, è consigliabile un pascolamento del T. alessandrino. Per il trifoglio squarroso è sconsigliato il pascolamento.
Nel caso di produzione di seme, il Trifoglio alessandrino deve essere sfalciato per sfrutturare la sua capacità di veloce ricaccio ed eliminare le infestanti, operazione non consigliata nel caso di trifoglio squarroso.

Per la produzione di fieno consigliamo la seguente consociazione, i cui quantitativi di seme sono riferiti ad un ettaro di superficie:

- Trifoglio Squarroso Kg/Ha 20
- Sulla Avorio sgusciata Kg/Ha 20
- Avena Kg/Ha 60
- Veccia Kg/Ha 30

 

 

 

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