Azienda Agricola Moscarelli - Sulla Sgusciata
info@aziendaagricolamoscarelli.it

Ceci

Home » Ceci

Ceci Oro di Sicilia


Le varietà Pascià e Sultano solo le più diffuse nell'areale della provincia di Palermo.
La prima in particolare risulta più delicata da coltivare, ma decisamente di qualità superiore e di conseguente valore commerciale più elevato. Questo è dovuto all'eccezionale dimensioni dei ceci, e alla loro rugosità.

La pianta del cece è molto particolare, ed è la pianta "principe" per l'arido-resistenza: infatti questa ha evoluto dei sistemi di restistenza alla siccità molto elevati, tanto che la pioggia eccessiva ne causa asfissia radicale.
Le caratteristiche principali della sua resistenza sono il forte potere osmotico esercitato dall'acido aspartico (detto in gergo siciliano "sale mastro") che evità l'eccessiva traspirazione e alza il potenziale idrico alle radici, inoltre la tomentosità nella pagina inferiore delle foglie amplifica questo effetto di trattenimento dell'acqua.
Per chi coltiva ceci, questa arido resistenza diventa talvolta un'incoveniente: è infatti notoria la potenza compattante il suolo del cece, poichè disidrata notevolmente i terreni sui quali è stato coltivato. Tanto che si devono aspettare abbondanti pioggie per far si che si possano coltivare nuovamente.

La pianta, annuale, presenta una radice ramificata profonda (le più profonde possono arrivare anche a 1,20m di profondità) le quali le donano una ottima resistenza alla siccità. Gli steli sono ramificati eretti tomentsi eretti o semiprostrati con altezza variabile tra i 40 e gli 80 cm. Le foglie sono opposte, composte e imparipennate con 6-7 paia di foglioline ellittiche e denticolate; i fiori sono solitari ascellari, bianchi, rosei o rossi; i semi, rotondeggianti e lisci o rugosi, angolosi e rostrati a differenza della cultivar sono contenuti in numero di 2-3 nei baccelli, sono commestibili.

Il cece è la terza leguminosa per produzione mondiale, dopo la soia e il fagiolo; la coltivazione avviene principalmente in India e Pakistan. In Italia la coltivazione non è molto diffusa a causa delle basse rese e della scarsa richiesta; viene consumato principalmente nelle regioni meridionali insieme con la pasta [1] e in Liguria, dove piatti tipici a base di ceci sono la farinata e la panissa. In Sicilia è tipico il consumo di panelle, fatte di farina di ceci, nella zona del palermitano soprattutto.

Questa pianta trova le sue condizioni ottimali in ambienti semiaridi, nei climi temperati viene seminato a fine inverno (data la sua scarsa resistenza al freddo) con seminatrici di precisione o seminatrici da frumento opportunamente regolate in modo da non spezzare il seme. Per prevenire attacchi crittogamici alla pianta i semi vanno prima conciati. Raggiunta la maturazione il cece può essere raccolto sia con il metodo tradizionale (ormai quasi scomparso) estirpando la pianta, lasciandola essiccare in campo e sgranata a mano o con mietitrebbiatrice con pick-up al posto dell'organo falciante, sia con metodi meccanici con l'intervento di mietitrebbiatrici possibili solo in terreni livellati e su varietà a portamento eretto. Presenta una produzione media di 1.5 tonnellate ad ettaro con produzione di paglia dalle scarse qualità nutrizionali per l'utilizzo zootecnico.

Negli ambienti meridionali è spesso seminata tra Febbraio e Marzo su suolo opportunamente preparato (è consigliabile praticare una ripuntatura per rompere la sula di lavorazione e favorire lo sgrondo delle acque). Viene fatta spesso una concimazione di fondo con Fosfato Biammonico 18-46 NP di circa 100 kg/ha. Soffre molto la competizione con diverse Asteracee e Brassiche e in particolare con la Centaurea napifolia (fiordaliso o spina di corleone) che ha un elevatissimo potere disseminante. Viene raccolta a luglio con le mietitrebbiatrici da grano opportunamente regolate.





 

VAI ALLA GALLERY PER ALTRE IMMAGINI DEL PRODOTTO